Art. 11. Formazione continua

 

1. L’avvocato ha l’obbligo di curare il continuo e costante

aggiornamento della propria competenza professionale

al fine di assicurare la qualità delle prestazioni

professionali e di contribuire al migliore esercizio della

professione nell’interesse dei clienti e dell’amministrazione

della giustizia.

 

2. Sono esentati dall’obbligo di cui al comma 1: gli

avvocati sospesi dall’esercizio professionale, ai sensi

dell’articolo 20, comma 1, per il periodo del loro mandato;

gli avvocati dopo venticinque anni di iscrizione all’albo

o dopo il compimento del sessantesimo anno di età;

i componenti di organi con funzioni legislative e i componenti

del Parlamento europeo; i docenti e i ricercatori

confermati delle università in materie giuridiche.

 

3. Il CNF stabilisce le modalità e le condizioni per l’assolvimento

dell’obbligo di aggiornamento da parte degli

iscritti e per la gestione e l’organizzazione dell’attività di

aggiornamento a cura degli ordini territoriali, delle associazioni

forensi e di terzi, superando l’attuale sistema dei

crediti formativi.

 

4. L’attività di formazione svolta dagli ordini territoriali,

anche in cooperazione o convenzione con altri soggetti, non

costituisce attività commerciale e non può avere fini di lucro.

 

5. Le regioni, nell’ambito delle potestà ad esse attribuite

dall’articolo 117 della Costituzione, possono disciplinare

l’attribuzione di fondi per l’organizzazione di scuole,

corsi ed eventi di formazione professionale per avvocati.