Art. 2. Disciplina della professione di avvocato

 

1. L’avvocato è un libero professionista che, in libertà,

autonomia e indipendenza, svolge le attività di cui ai

commi 5 e 6.

 

2. L’avvocato ha la funzione di garantire al cittadino

l’effettività della tutela dei diritti.

 

3. L’iscrizione ad un albo circondariale è condizione

per l’esercizio della professione di avvocato. Possono essere

iscritti coloro che, in possesso del diploma di laurea

in giurisprudenza conseguito a seguito di corso universitario

di durata non inferiore a quattro anni, hanno superato

l’esame di Stato di cui all’articolo 46, ovvero l’esame

di abilitazione all’esercizio della professione di avvocato

prima della data di entrata in vigore della presente legge.

Possono essere altresì iscritti: a) coloro che hanno

svolto le funzioni di magistrato ordinario, di magistrato

militare, di magistrato amministrativo o contabile, o di

avvocato dello Stato, e che abbiano cessato le dette funzioni

senza essere incorsi nel provvedimento disciplinare

della censura o in provvedimenti disciplinari più gravi.

L’iscritto, nei successivi due anni, non può esercitare la

professione nei circondari nei quali ha svolto le proprie

funzioni negli ultimi quattro anni antecedenti alla cessazione;

b) i professori universitari di ruolo, dopo cinque

anni di insegnamento di materie giuridiche. L’avvocato

può esercitare l’attività di difesa davanti a tutti gli organi

giurisdizionali della Repubblica. Per esercitarla davanti

alle giurisdizioni superiori deve essere iscritto all’albo

speciale regolato dall’articolo 22. Restano iscritti agli

albi circondariali coloro che, senza aver sostenuto l’esame

di Stato, risultino iscritti alla data di entrata in vigore

della presente legge.

 

4. L’avvocato, nell’esercizio della sua attività, è soggetto

alla legge e alle regole deontologiche.

 

5. Sono attività esclusive dell’avvocato, fatti salvi i

casi espressamente previsti dalla legge, l’assistenza, la

rappresentanza e la difesa nei giudizi davanti a tutti gli

organi giurisdizionali e nelle procedure arbitrali rituali.

 

6. Fuori dei casi in cui ricorrono competenze espressamente

individuate relative a specifi ci settori del diritto e che

sono previste dalla legge per gli esercenti altre professioni

regolamentate, l’attività professionale di consulenza legale

e di assistenza legale stragiudiziale, ove connessa all’attività

giurisdizionale, se svolta in modo continuativo, sistematico

e organizzato, è di competenza degli avvocati. È

comunque consentita l’instaurazione di rapporti di lavoro

subordinato ovvero la stipulazione di contratti di prestazione

di opera continuativa e coordinata, aventi ad oggetto la

consulenza e l’assistenza legale stragiudiziale, nell’esclusivo

interesse del datore di lavoro o del soggetto in favore del

quale l’opera viene prestata. Se il destinatario delle predette

attività è costituito in forma di società, tali attività possono

essere altresì svolte in favore dell’eventuale società controllante,

controllata o collegata, ai sensi dell’articolo 2359 del

codice civile. Se il destinatario è un’associazione o un ente

esponenziale nelle diverse articolazioni, purchè portatore di

un interesse di rilievo sociale e riferibile ad un gruppo non

occasionale, tali attività possono essere svolte esclusivamente

nell’ambito delle rispettive competenze istituzionali

e limitatamente all’interesse dei propri associati ed iscritti.

 

7. L’uso del titolo di avvocato spetta esclusivamente a

coloro che siano o siano stati iscritti ad un albo circondariale,

nonché agli avvocati dello Stato.

 

8. L’uso del titolo è vietato a chi sia stato radiato.