Art. 28. Il consiglio dell’ordine

 

1. Il consiglio ha sede presso il tribunale ed è composto:

a) da cinque membri, qualora l’ordine conti fi no a

cento iscritti;

b) da sette membri, qualora l’ordine conti fi no a duecento

iscritti;

c) da nove membri, qualora l’ordine conti fi no a cinquecento

iscritti;

d) da undici membri, qualora l’ordine conti fi no a

mille iscritti;

e) da quindici membri, qualora l’ordine conti fi no a

duemila iscritti;

f) da ventuno membri, qualora l’ordine conti fi no a

cinquemila iscritti;

g) da venticinque membri, qualora l’ordine conti oltre

cinquemila iscritti.

 

2. I componenti del consiglio sono eletti dagli iscritti

con voto segreto in base a regolamento adottato ai sensi

dell’articolo 1 e con le modalità nello stesso stabilite. Il

regolamento deve prevedere, in ossequio all’articolo 51

della Costituzione, che il riparto dei consiglieri da eleggere

sia effettuato in base a un criterio che assicuri l’equilibrio tra i generi.

Il genere meno rappresentato deve ottenere

almeno un terzo dei consiglieri eletti. La disciplina

del voto di preferenza deve prevedere la possibilità di

esprimere un numero maggiore di preferenze se destinate

ai due generi. Il regolamento provvede a disciplinare le

modalità di formazione delle liste ed i casi di sostituzione

in corso di mandato al fine di garantire il rispetto del criterio

di riparto previsto dal presente comma. Hanno diritto

al voto tutti coloro che risultano iscritti negli albi e negli

elenchi dei dipendenti degli enti pubblici e dei docenti e

ricercatori universitari a tempo pieno e nella sezione speciale

degli avvocati stabiliti, il giorno antecedente l’inizio

delle operazioni elettorali. Sono esclusi dal diritto di voto

gli avvocati per qualunque ragione sospesi dall’esercizio

della professione.

 

3. Ciascun elettore può esprimere un numero di voti

non superiore ai due terzi dei consiglieri da eleggere, arrotondati

per difetto.

 

4. Sono eleggibili gli iscritti che hanno diritto di

voto, che non abbiano riportato, nei cinque anni precedenti,

una sanzione disciplinare esecutiva più grave

dell’avvertimento.

 

5. Risultano eletti coloro che hanno riportato il maggior

numero di voti. In caso di parità di voti risulta eletto

il più anziano per iscrizione e, tra coloro che abbiano

uguale anzianità di iscrizione, il maggiore di età. I consiglieri

non possono essere eletti per più di due mandati. La

ricandidatura è possibile quando sia trascorso un numero

di anni uguale agli anni nei quali si è svolto il precedente

mandato.

 

6. In caso di morte, dimissioni, decadenza, impedimento

permanente per qualsiasi causa di uno o più consiglieri,

subentra il primo dei non eletti, nel rispetto e mantenimento

dell’equilibrio dei generi. In caso di parità di

voti, subentra il più anziano per iscrizione e, tra coloro

che abbiano uguale anzianità di iscrizione, il maggiore di

età. Il consiglio, preso atto, provvede all’integrazione improrogabilmente

nei trenta giorni successivi al verificarsi

dell’evento.

 

7. Il consiglio dura in carica un quadriennio e scade il

31 dicembre del quarto anno. Il consiglio uscente resta in

carica per il disbrigo degli affari correnti fi no all’insediamento

del consiglio neoeletto.

 

8. L’intero consiglio decade se cessa dalla carica oltre

la metà dei suoi componenti.

 

9. Il consiglio elegge il presidente, il segretario e il tesoriere.

Nei consigli con almeno quindici componenti,

il consiglio può eleggere un vicepresidente. A ciascuna

carica è eletto il consigliere che ha ricevuto il maggior

numero di voti. In caso di parità di voti è eletto presidente

o vicepresidente, segretario o tesoriere il più anziano per

iscrizione all’albo o, in caso di pari anzianità di iscrizione,

il più anziano per età.

 

10. La carica di consigliere è incompatibile con quella

di consigliere nazionale, di componente del consiglio di

amministrazione e del comitato dei delegati della Cassa

nazionale di previdenza e assistenza forense, nonché di

membro di un consiglio distrettuale di disciplina. L’eletto

che viene a trovarsi in condizione di incompatibilità deve

optare per uno degli incarichi entro trenta giorni dalla

proclamazione. Nel caso in cui non vi provveda, decade

automaticamente dall’incarico assunto in precedenza. Ai

componenti del consiglio, per il tempo in cui durano in

carica, non possono essere conferiti incarichi giudiziari

da parte dei magistrati del circondario.

 

11. Per la validità delle riunioni del consiglio è necessaria

la partecipazione della maggioranza dei membri.

Per la validità delle deliberazioni è richiesta la maggioranza

assoluta di voti dei presenti.

 

12. Contro i risultati delle elezioni per il rinnovo del

consiglio dell’ordine ciascun avvocato iscritto nell’albo

può proporre reclamo al CNF entro dieci giorni dalla proclamazione.

La presentazione del reclamo non sospende

l’insediamento del nuovo consiglio.