Art. 29. Compiti e prerogative del consiglio

 

1. Il consiglio:

a) provvede alla tenuta degli albi, degli elenchi e dei

registri;

b) approva i regolamenti interni, i regolamenti in

materie non disciplinate dal CNF e quelli previsti come

integrazione ad essi;

c) sovraintende al corretto ed efficace esercizio del

tirocinio forense. A tal fi ne, secondo modalità previste da

regolamento del CNF, istituisce ed organizza scuole forensi,

promuove e favorisce le iniziative atte a rendere

proficuo il tirocinio, cura la tenuta del registro dei praticanti,

annotando l’abilitazione al patrocinio sostitutivo,

rilascia il certificato di compiuta pratica;

d) organizza e promuove l’organizzazione di eventi

formativi ai fini dell’adempimento dell’obbligo di formazione

continua in capo agli iscritti;

e) organizza e promuove l’organizzazione di corsi e

scuole di specializzazione e promuove, ai sensi dell’articolo

9, comma 3, l’organizzazione di corsi per l’acquisizione

del titolo di specialista, d’intesa con le associazioni

specialistiche di cui all’articolo 35, comma 1, lettera s) ;

f) vigila sulla condotta degli iscritti e deve trasmettere

al consiglio distrettuale di disciplina gli atti relativi

ad ogni violazione di norme deontologiche di cui sia

venuto a conoscenza, secondo quanto previsto dall’articolo

50, comma 4; elegge i componenti del consiglio

distrettuale di disciplina in conformità a quanto stabilito

dall’articolo 50;

g) esegue il controllo della continuità, effettività,

abitualità e prevalenza dell’esercizio professionale;

h) tutela l’indipendenza e il decoro professionale e

promuove iniziative atte ad elevare la cultura e la professionalità

degli iscritti e a renderli più consapevoli dei

loro doveri;

i) svolge i compiti indicati nell’articolo 11 per controllare

la formazione continua degli avvocati;

l) dà pareri sulla liquidazione dei compensi spettanti

agli iscritti;

m) nel caso di morte o di perdurante impedimento

di un iscritto, a richiesta e a spese di chi vi ha interesse,

adotta i provvedimenti opportuni per la consegna degli

atti e dei documenti;

n) può costituire camere arbitrali, di conciliazione ed

organismi di risoluzione alternativa delle controversie, in

conformità a regolamento adottato ai sensi dell’articolo 1

e con le modalità nello stesso stabilite;

o) interviene, su richiesta anche di una sola delle

parti, nelle contestazioni insorte tra gli iscritti o tra costoro

ed i clienti in dipendenza dell’esercizio professionale,

adoperandosi per comporle; degli accordi sui compensi è

redatto verbale che, depositato presso la cancelleria del

tribunale che ne rilascia copia, ha valore di titolo esecutivo

con l’apposizione della prescritta formula;

p) può costituire o aderire ad unioni regionali o interregionali

tra ordini, nel rispetto dell’autonomia e delle

competenze istituzionali dei singoli consigli. Le unioni

possono avere, se previsto nello statuto, funzioni di interlocuzione

con le regioni, con gli enti locali e con le

università, provvedono alla consultazione fra i consigli

che ne fanno parte, possono assumere deliberazioni nelle

materie di comune interesse e promuovere o partecipare

ad attività di formazione professionale. Ciascuna unione

approva il proprio statuto e lo comunica al CNF;

q) può costituire o aderire ad associazioni, anche sovranazionali,

e fondazioni purché abbiano come oggetto

attività connesse alla professione o alla tutela dei diritti;

r) garantisce l’attuazione, nella professione forense,

dell’articolo 51 della Costituzione;

s) svolge tutte le altre funzioni ad esso attribuite dalla

legge e dai regolamenti;

t) vigila sulla corretta applicazione, nel circondario,

delle norme dell’ordinamento giudiziario segnalando violazioni

ed incompatibilità agli organi competenti.

 

2. La gestione finanziaria e l’amministrazione dei beni

dell’ordine spettano al consiglio, che provvede annualmente

a sottoporre all’assemblea ordinaria il conto consuntivo

e il bilancio preventivo.

 

3. Per provvedere alle spese di gestione e a tutte le

attività indicate nel presente articolo e ad ogni altra attività

ritenuta necessaria per il conseguimento dei fi ni

istituzionali, per la tutela del ruolo dell’avvocatura nonché

per l’organizzazione di servizi per l’utenza e per il

miglior esercizio delle attività professionali il consiglio

è autorizzato:

a) a fissare e riscuotere un contributo annuale o contributi

straordinari da tutti gli iscritti a ciascun albo, elenco

o registro;

b) a fissare contributi per l’iscrizione negli albi, negli

elenchi, nei registri, per il rilascio di certificati, copie e

tessere e per i pareri sui compensi.

 

4. L’entità dei contributi di cui al comma 3 è fissata

in misura tale da garantire il pareggio di bilancio del

consiglio.

 

5. Il consiglio provvede alla riscossione dei contributi

di cui alla lettera a) del comma 3 e di quelli dovuti al

CNF, anche ai sensi del testo unico delle leggi sui servizi

della riscossione delle imposte dirette, di cui al decreto

del Presidente della Repubblica 15 maggio 1963, n. 858,

mediante iscrizione a ruolo dei contributi dovuti per l’anno

di competenza.

 

6. Coloro che non versano nei termini stabiliti il

contributo annuale sono sospesi, previa contestazione

dell’addebito e loro personale convocazione, dal consiglio

dell’ordine, con provvedimento non avente natura

disciplinare. La sospensione è revocata allorquando si sia

provveduto al pagamento.