Art. 33. Scioglimento del consiglio

 

1. Il consiglio è sciolto:

a) se non è in grado di funzionare regolarmente;

b) se non adempie agli obblighi prescritti dalla legge;

c) se ricorrono altri gravi motivi di rilevante interesse

pubblico.

 

2. Lo scioglimento del consiglio e la nomina del commissario

di cui al comma 3 sono disposti con decreto

del Ministro della giustizia, su proposta del CNF, previa

diffida.

 

3. In caso di scioglimento, le funzioni del consiglio

sono esercitate da un commissario straordinario, nominato

dal CNF e scelto tra gli avvocati con oltre venti anni

di anzianità, il quale, improrogabilmente entro centoventi

giorni dalla data di scioglimento, convoca l’assemblea

per le elezioni in sostituzione.

 

4. Il commissario, per essere coadiuvato nell’esercizio

delle sue funzioni, può nominare un comitato di non più

di sei componenti, scelti tra gli iscritti all’albo, di cui uno

con funzioni di segretario.