Art. 5. Delega al Governo per la disciplina dell’esercizio della professione forense in forma societaria

 

1. Il Governo è delegato ad adottare, entro sei mesi

dalla data di entrata in vigore della presente legge, un decreto

legislativo per disciplinare, tenuto conto di quanto

previsto dall’articolo 10 della legge 12 novembre 2011,

n. 183, e in considerazione della rilevanza costituzionale

del diritto di difesa, le società tra avvocati. Il decreto legislativo

è adottato su proposta del Ministro della giustizia,

sentito il CNF, e successivamente trasmesso alle Camere

perché sia espresso il parere da parte delle Commissioni

competenti per materia e per le conseguenze di carattere

finanziario. Il parere è reso entro il termine di trenta giorni

dalla data di trasmissione, decorso il quale il decreto

è emanato anche in mancanza del parere. Qualora detto

termine venga a scadere nei trenta giorni antecedenti allo

spirare del termine previsto per l’emanazione del decreto

legislativo, o successivamente, la scadenza di quest’ultimo

è prorogata di trenta giorni. Entro un anno dalla data

di entrata in vigore del decreto legislativo, il Governo

può emanare disposizioni correttive e integrative, con

lo stesso procedimento e in base ai medesimi principi e

criteri direttivi previsti per l’emanazione dell’originario

decreto.

 

2. Nell’esercizio della delega di cui al comma 1 il Governo

si attiene ai seguenti principi e criteri direttivi:

a) prevedere che l’esercizio della professione forense

in forma societaria sia consentito esclusivamente a società

di persone, società di capitali o società cooperative,

i cui soci siano avvocati iscritti all’albo;

b) prevedere che ciascun avvocato possa far parte di

una sola società di cui alla lettera a) ;

c) prevedere che la denominazione o ragione sociale

contenga l’indicazione: «società tra avvocati»;

d) disciplinare l’organo di gestione della società tra

avvocati prevedendo che i suoi componenti non possano

essere estranei alla compagine sociale;

e) stabilire che l’incarico professionale, conferito

alla società ed eseguito secondo il principio della personalità

della prestazione professionale, possa essere svolto

soltanto da soci professionisti in possesso dei requisiti

necessari per lo svolgimento della specifi ca prestazione

professionale richiesta dal cliente;

f) prevedere che la responsabilità della società e

quella dei soci non escludano la responsabilità del professionista

che ha eseguito la prestazione;

g) prevedere che la società tra avvocati sia iscritta

in una apposita sezione speciale dell’albo tenuto dall’ordine

territoriale nella cui circoscrizione ha sede la stessa

società;

h) regolare la responsabilità disciplinare della società

tra avvocati, stabilendo che essa è tenuta al rispetto del

codice deontologico forense ed è soggetta alla competenza

disciplinare dell’ordine di appartenenza;

i) stabilire che la sospensione, cancellazione o radiazione

del socio dall’albo nel quale è iscritto costituisce

causa di esclusione dalla società;

l) qualificare i redditi prodotti dalla società tra avvocati

quali redditi di lavoro autonomo anche ai fi ni previdenziali,

ai sensi del capo V del titolo I del testo unico

delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente

della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e successive

modificazioni;

m) stabilire che l’esercizio della professione forense

in forma societaria non costituisce attività d’impresa e

che, conseguentemente, la società tra avvocati non è soggetta

al fallimento e alle procedure concorsuali diverse da

quelle di composizione delle crisi da sovraindebitamento;

n) prevedere che alla società tra avvocati si applichino,

in quanto compatibili, le disposizioni sull’esercizio

della professione di avvocato in forma societaria di cui al

decreto legislativo 2 febbraio 2001, n. 96.

 

3. Dall’esercizio della delega di cui al comma 1 non

devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.