Art. 6. Segreto professionale

 

1. L’avvocato è tenuto verso terzi, nell’interesse della

parte assistita, alla rigorosa osservanza del segreto professionale

e del massimo riserbo sui fatti e sulle circostanze

apprese nell’attività di rappresentanza e assistenza

in giudizio, nonché nello svolgimento dell’attività di consulenza

legale e di assistenza stragiudiziale.

 

2. Le disposizioni di cui al comma 1 si applicano anche

nei confronti dei dipendenti e dei collaboratori anche

occasionali dell’avvocato, oltre che di coloro che svolgono

il tirocinio presso lo stesso, in relazione ai fatti e alle

circostanze da loro apprese nella loro qualità o per effetto

dell’attività svolta. L’avvocato è tenuto ad adoperarsi affinché

anche da tali soggetti siano osservati gli obblighi di

segretezza e di riserbo sopra previsti.

 

3. L’avvocato, i suoi collaboratori e i dipendenti non

possono essere obbligati a deporre nei procedimenti e nei

giudizi di qualunque specie su ciò di cui siano venuti a

conoscenza nell’esercizio della professione o dell’attività

di collaborazione o in virtù del rapporto di dipendenza,

salvi i casi previsti dalla legge.

 

4. La violazione degli obblighi di cui al comma 1 costituisce

illecito disciplinare. La violazione degli obblighi

di cui al comma 2 costituisce giusta causa per l’immediato

scioglimento del rapporto di collaborazione o di

dipendenza.