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Art. 3. Doveri e deontologia

 

1. L’esercizio dell’attività di avvocato deve essere

fondato sull’autonomia e sulla indipendenza dell’azione

professionale e del giudizio intellettuale. L’avvocato

ha obbligo, se chiamato, di prestare la difesa d’uffi cio,

in quanto iscritto nell’apposito elenco, e di assicurare il

patrocinio in favore dei non abbienti.

 

2. La professione forense deve essere esercitata con

indipendenza, lealtà, probità, dignità, decoro, diligenza e

competenza, tenendo conto del rilievo sociale della difesa

e rispettando i principi della corretta e leale concorrenza.

 

3. L’avvocato esercita la professione uniformandosi ai

principi contenuti nel codice deontologico emanato dal

CNF ai sensi degli articoli 35, comma 1, lettera d) , e 65,

comma 5. Il codice deontologico stabilisce le norme di

comportamento che l’avvocato è tenuto ad osservare in

via generale e, specificamente, nei suoi rapporti con il

cliente, con la controparte, con altri avvocati e con altri

professionisti. Il codice deontologico espressamente

individua fra le norme in esso contenute quelle che, rispondendo

alla tutela di un pubblico interesse al corretto

esercizio della professione, hanno rilevanza disciplinare.

Tali norme, per quanto possibile, devono essere caratterizzate

dall’osservanza del principio della tipizzazione

della condotta e devono contenere l’espressa indicazione

della sanzione applicabile.

 

4. Il codice deontologico di cui al comma 3 e i suoi aggiornamenti

sono pubblicati e resi accessibili a chiunque

secondo disposizioni stabilite con decreto del Ministro

della giustizia, adottato ai sensi dell’articolo 17, comma

 

3, della legge 23 agosto 1988, n. 400. Il codice deontologico

entra in vigore decorsi sessanta giorni dalla data

di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale .