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Art. 18. Incompatibilità

 

1. La professione di avvocato è incompatibile:

a) con qualsiasi altra attività di lavoro autonomo

svolta continuativamente o professionalmente, escluse

quelle di carattere scientifico, letterario, artistico e culturale,

e con l’esercizio dell’attività di notaio. È consentita

l’iscrizione nell’albo dei dottori commercialisti e degli

esperti contabili, nell’elenco dei pubblicisti e nel registro

dei revisori contabili o nell’albo dei consulenti del lavoro;

b) con l’esercizio di qualsiasi attività di impresa

commerciale svolta in nome proprio o in nome o per conto

altrui. È fatta salva la possibilità di assumere incarichi

di gestione e vigilanza nelle procedure concorsuali o in

altre procedure relative a crisi di impresa;

c) con la qualità di socio illimitatamente responsabile

o di amministratore di società di persone, aventi quale

finalità l’esercizio di attività di impresa commerciale, in

qualunque forma costituite, nonché con la qualità di amministratore

unico o consigliere delegato di società di capitali,

anche in forma cooperativa, nonché con la qualità

di presidente di consiglio di amministrazione con poteri

individuali di gestione. L’incompatibilità non sussiste se

l’oggetto della attività della società è limitato esclusivamente

all’amministrazione di beni, personali o familiari,

nonché per gli enti e consorzi pubblici e per le società a

capitale interamente pubblico;

d) con qualsiasi attività di lavoro subordinato anche

se con orario di lavoro limitato.