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Art. 21. Esercizio professionale effettivo, continuativo, abituale e prevalente e revisione degli albi, degli elenchi e dei registri; obbligo di iscrizione alla previdenza forense

 

1. La permanenza dell’iscrizione all’albo è subordinata

all’esercizio della professione in modo effettivo,

continuativo, abituale e prevalente, salve le eccezioni

previste anche in riferimento ai primi anni di esercizio

professionale. Le modalità di accertamento dell’esercizio

effettivo, continuativo, abituale e prevalente della

professione, le eccezioni consentite e le modalità per la

reiscrizione sono disciplinate con regolamento adottato

ai sensi dell’articolo 1 e con le modalità nello stesso

stabilite, con esclusione di ogni riferimento al reddito

professionale.

 

2. Il consiglio dell’ordine, con regolarità ogni tre anni,

compie le verifiche necessarie anche mediante richiesta di

informazione all’ente previdenziale.

 

3. Con la stessa periodicità, il consiglio dell’ordine esegue

la revisione degli albi, degli elenchi e dei registri, per

verificare se permangano i requisiti per la iscrizione, e

provvede di conseguenza. Della revisione e dei suoi risultati

è data notizia al CNF.

 

4. La mancanza della effettività, continuatività, abitualità

e prevalenza dell’esercizio professionale comporta,

se non sussistono giustificati motivi, la cancellazione

dall’albo. La procedura deve prevedere il contraddittorio

con l’interessato, che dovrà essere invitato a presentare

osservazioni scritte e, se necessario o richiesto, anche

l’audizione del medesimo in applicazione dei criteri di

cui all’articolo 17, comma 12.

 

5. Qualora il consiglio dell’ordine non provveda alla

verifica periodica dell’esercizio effettivo, continuativo,

abituale e prevalente o compia la revisione con numerose

e gravi omissioni, il CNF nomina uno o più commissari,

scelti tra gli avvocati con più di venti anni di anzianità

anche iscritti presso altri ordini, affinché provvedano in

sostituzione. Ai commissari spetta il rimborso delle spese

di viaggio e di soggiorno e una indennità giornaliera

determinata dal CNF. Spese e indennità sono a carico del

consiglio dell’ordine inadempiente.

 

6. La prova dell’effettività, continuità, abitualità e prevalenza

non è richiesta, durante il periodo della carica,

per gli avvocati componenti di organi con funzioni legislative

o componenti del Parlamento europeo.

 

7. La prova dell’effettività, continuità, abitualità e prevalenza

non è, in ogni caso, richiesta:

a) alle donne avvocato in maternità e nei primi

due anni di vita del bambino o, in caso di adozione, nei

successivi due anni dal momento dell’adozione stessa.

L’esenzione si applica, altresì, agli avvocati vedovi o separati

affidatari della prole in modo esclusivo;

b) agli avvocati che dimostrino di essere affetti o di

essere stati affetti da malattia che ne ha ridotto grandemente

la possibilità di lavoro;

c) agli avvocati che svolgano comprovata attività di

assistenza continuativa di prossimi congiunti o del coniuge

affetti da malattia qualora sia stato accertato che da

essa deriva totale mancanza di autosufficienza.

 

8. L’iscrizione agli Albi comporta la contestuale iscrizione

alla Cassa nazionale di previdenza e assistenza

forense.

 

9. La Cassa nazionale di previdenza e assistenza forense,

con proprio regolamento, determina, entro un anno

dalla data di entrata in vigore della presente legge, i minimi

contributivi dovuti nel caso di soggetti iscritti senza il

raggiungimento di parametri reddituali, eventuali condizioni

temporanee di esenzione o di diminuzione dei contributi

per soggetti in particolari condizioni e l’eventuale

applicazione del regime contributivo.

 

10. Non è ammessa l’iscrizione ad alcuna altra forma

di previdenza se non su base volontaria e non alternativa

alla Cassa nazionale di previdenza e assistenza forense.