Ricerca sul nostro sito

Art. 41. Contenuti e modalità di svolgimento del tirocinio

 

1. Il tirocinio professionale consiste nell’addestramento,

a contenuto teorico e pratico, del praticante avvocato

finalizzato a fargli conseguire le capacità necessarie per

l’esercizio della professione di avvocato e per la gestione

di uno studio legale nonché a fargli apprendere e rispettare

i principi etici e le regole deontologiche.

 

2. Presso il consiglio dell’ordine è tenuto il registro dei

praticanti avvocati, l’iscrizione al quale è condizione per

lo svolgimento del tirocinio professionale.

3. Per l’iscrizione nel registro dei praticanti avvocati e

la cancellazione dallo stesso si applicano, in quanto compatibili,

le disposizioni previste dall’articolo 17.

 

4. Il tirocinio può essere svolto contestualmente ad attività

di lavoro subordinato pubblico e privato, purché con

modalità e orari idonei a consentirne l’effettivo e puntuale

svolgimento e in assenza di specifiche ragioni di conflitto di interesse.

 

5. Il tirocinio è svolto in forma continuativa per diciotto

mesi. La sua interruzione per oltre sei mesi, senza alcun

giustificato motivo, anche di carattere personale, comporta

la cancellazione dal registro dei praticanti, salva la facoltà

di chiedere nuovamente l’iscrizione nel registro, che

può essere deliberata previa nuova verifica da parte del

consiglio dell’ordine della sussistenza dei requisiti stabiliti

dalla presente legge.

 

6. Il tirocinio può essere svolto:

a) presso un avvocato, con anzianità di iscrizione

all’albo non inferiore a cinque anni;

b) presso l’Avvocatura dello Stato o presso l’ufficio

legale di un ente pubblico o presso un ufficio giudiziario

per non più di dodici mesi;

c) per non più di sei mesi, in altro Paese dell’Unione

europea presso professionisti legali, con titolo equivalente

a quello di avvocato, abilitati all’esercizio della

professione;

d) per non più di sei mesi, in concomitanza con il

corso di studio per il conseguimento della laurea, dagli

studenti regolarmente iscritti all’ultimo anno del corso di

studio per il conseguimento del diploma di laurea in giurisprudenza

nel caso previsto dall’articolo 40.

 

7. In ogni caso il tirocinio deve essere svolto per almeno

sei mesi presso un avvocato iscritto all’ordine o presso

l’Avvocatura dello Stato.

 

8. Il tirocinio può essere svolto anche presso due avvocati

contemporaneamente, previa richiesta del praticante

e previa autorizzazione del competente consiglio dell’ordine,

nel caso si possa presumere che la mole di lavoro

di uno di essi non sia tale da permettere al praticante una

sufficiente offerta formativa.

 

9. Fermo restando quanto previsto dal comma 6, il

diploma conseguito presso le scuole di specializzazione

per le professioni legali, di cui all’articolo 16 del decreto

legislativo 17 novembre 1997, n. 398, e successive modificazioni,

è valutato ai fini del compimento del tirocinio

per l’accesso alla professione di avvocato per il periodo

di un anno.

 

10. L’avvocato è tenuto ad assicurare che il tirocinio si

svolga in modo proficuo e dignitoso per la finalità di cui

al comma 1 e non può assumere la funzione per più di

tre praticanti contemporaneamente, salva l’autorizzazione

rilasciata dal competente consiglio dell’ordine previa

valutazione dell’attività professionale del richiedente e

dell’organizzazione del suo studio.

 

11. Il tirocinio professionale non determina di diritto

l’instaurazione di rapporto di lavoro subordinato anche

occasionale. Negli studi legali privati, al praticante avvocato

è sempre dovuto il rimborso delle spese sostenute

per conto dello studio presso il quale svolge il tirocinio.

Ad eccezione che negli enti pubblici e presso l’Avvocatura

dello Stato, decorso il primo semestre, possono essere

riconosciuti con apposito contratto al praticante avvocato

un’indennità o un compenso per l’attività svolta per conto

dello studio, commisurati all’effettivo apporto professionale

dato nell’esercizio delle prestazioni e tenuto altresì

conto dell’utilizzo dei servizi e delle strutture dello studio

da parte del praticante avvocato. Gli enti pubblici e l’Avvocatura

dello Stato riconoscono al praticante avvocato

un rimborso per l’attività svolta, ove previsto dai rispettivi

ordinamenti e comunque nei limiti delle risorse disponibili

a legislazione vigente.

 

12. Nel periodo di svolgimento del tirocinio il praticante

avvocato, decorsi sei mesi dall’iscrizione nel registro

dei praticanti, purché in possesso del diploma di laurea

in giurisprudenza, può esercitare attività professionale in

sostituzione dell’avvocato presso il quale svolge la pratica

e comunque sotto il controllo e la responsabilità dello

stesso anche se si tratta di affari non trattati direttamente

dal medesimo, in ambito civile di fronte al tribunale e

al giudice di pace, e in ambito penale nei procedimenti

di competenza del giudice di pace, in quelli per reati

contravvenzionali e in quelli che, in base alle norme

vigenti anteriormente alla data di entrata in vigore del

decreto legislativo 19 febbraio 1998, n. 51, rientravano

nella competenza del pretore. L’abilitazione decorre dalla

delibera di iscrizione nell’apposito registro. Essa può durare

al massimo cinque anni, salvo il caso di sospensione

dall’esercizio professionale non determinata da giudizio

disciplinare, alla condizione che permangano tutti i requisiti

per l’iscrizione nel registro.

 

13. Il Ministro della giustizia con proprio decreto adotta,

sentito il CNF, il regolamento che disciplina:

a) le modalità di svolgimento del tirocinio e le relative

procedure di controllo da parte del competente consiglio

dell’ordine;

b) le ipotesi che giustificano l’interruzione del tirocinio,

tenuto conto di situazioni riferibili all’età, alla salute,

alla maternità e paternità del praticante avvocato, e le relative

procedure di accertamento;

c) i requisiti di validità dello svolgimento del tirocinio,

in altro Paese dell’Unione europea.

 

14. Il praticante può, per giustificato motivo, trasferire

la propria iscrizione presso l’ordine del luogo ove intenda

proseguire il tirocinio. Il consiglio dell’ordine autorizza

il trasferimento, valutati i motivi che lo giustificano, e rilascia

al praticante un certificato attestante il periodo di

tirocinio che risulta regolarmente compiuto.