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Pubblichiamo la “Carta dei diritti dei Figli nella separazione dei genitori” pubblicata dall’autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza.

download qui 

Approvato in via definitiva al Senato il disegno di Legge "Salva Bebè" in attesa di pubblicazione in gazzetta ufficiale.

 

Introduzione dell'obbligo di installazione di dispositivi
per prevenire l'abbandono di bambini nei veicoli chiusi

Art. 1.

(Modifiche all'articolo 172 del codice della strada, di cui al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, concernenti l'obbligo di installazione di dispositivi per prevenire l'abbandono di bambini nei veicoli chiusi)

1. All'articolo 172 del codice della strada, di cui al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) al comma 1, primo periodo, le parole: «all'articolo 1, paragrafo 3, lettera a), della direttiva 2002/24/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 marzo 2002» sono sostituite dalle seguenti: «all'articolo 4, paragrafo 2, lettera f), del regolamento (UE) n. 168/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 gennaio 2013»;

b) dopo il comma 1 è inserito il seguente:

«1-bis. Il conducente dei veicoli delle categorie M1, N1, N2 e N3 immatricolati in Italia, o immatricolati all'estero e condotti da residenti in Italia, quando trasporta un bambino di età inferiore a quattro anni assicurato al sedile con il sistema di ritenuta di cui al comma 1, ha l'obbligo di utilizzare apposito dispositivo di allarme volto a prevenire l'abbandono del bambino, rispondente alle specifiche tecnico-costruttive e funzionali stabilite con decreto del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti»;

c) al comma 10, primo periodo, dopo la parola: «bambini,» sono inserite le seguenti: «o del dispositivo di allarme di cui al comma 1-bis»;

d) alla rubrica, dopo la parola: «ritenuta» sono inserite le seguenti: «e sicurezza».

2. Le caratteristiche tecnico-costruttive e funzionali del dispositivo di cui all'articolo 172, comma 1-bis, del codice della strada, di cui al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, introdotto dal comma 1 del presente articolo, sono definite con decreto del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, da emanare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge.

3. Le disposizioni di cui al comma 1 si applicano decorsi centoventi giorni dalla data di entrata in vigore del decreto di cui al comma 2 e comunque a decorrere dal 1o luglio 2019.

Art. 2.

(Campagne di informazione
e sensibilizzazione)

1. Per il triennio 2019-2021, il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il Ministro della salute, nell'ambito delle campagne per la sicurezza stradale e di sensibilizzazione sociale, provvede a informare in modo adeguato sull'obbligo e sulle corrette modalità di utilizzo dei dispositivi di allarme per prevenire l'abbandono di bambini, previsti dall'articolo 172, comma 1-bis, del codice della strada, di cui al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, introdotto dall'articolo 1, comma 1, della presente legge, e sui rischi derivanti dall'amnesia dissociativa.

2. Ai fini dell'attuazione del comma 1 è autorizzata la spesa di euro 80.000 per ciascuno degli anni 2019, 2020 e 2021. Al relativo onere si provvede mediante corrispondente riduzione delle proiezioni, per gli anni 2019 e 2020, dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2018-2020, nell'ambito del programma «Fondi di riserva e speciali» della missione «Fondi da ripartire» dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2018, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti.

3. Il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.

4. I messaggi delle campagne di cui al comma 1 costituiscono messaggi di utilità sociale ai sensi dell'articolo 3 della legge 7 giugno 2000, n. 150.

Art. 3.

(Incentivi per l'acquisto dei dispositivi)

1. Al fine di agevolare l'acquisto di dispositivi di allarme volti a prevenire l'abbandono dei bambini nei veicoli, previsti dall'articolo 172, comma 1-bis, del codice della strada, di cui al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, introdotto dall'articolo 1, comma 1, della presente legge, con appositi provvedimenti legislativi possono essere previste, nel rispetto della normativa europea sugli aiuti di Stato, agevolazioni fiscali limitate nel tempo.

Art. 4.

(Clausola di invarianza finanziaria)

1. Salvo quanto previsto dall'articolo 2, comma 2, le amministrazioni interessate provvedono all'attuazione della presente legge con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente e, comunque, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.

 

A Giugno 2017 l'indice Istat FOI, utilizzato per le rivalutazioni monetarie di affitti, pensioni ed assegni di mantenimento per il coniuge separato, si attesta a quota 101.

(*) Indice generale FOI (base di riferimento 2015=100, il coefficiente di raccordo con la
precedente base 2010=100 è 1,071)

fonte istat.it

Per effettuare il calcolo, vi segnaliamo il calcolatore Istat http://www.avvocatocavalli.it/strumentario-avvocati/rivalutazione-indice-istat.html

Indice generale FOI 101
Variazione % rispetto al mese precedente -0,1
Variazione % rispetto allo stesso mese dell'anno precedente +1,1
Variazione % rispetto allo stesso mese di due anni precedenti +0,8

 

 

 

Da oggi è possibile modificare il 730 precompilato.

LEGGE 6 maggio 2015, n. 55 

Disposizioni in materia di scioglimento o di cessazione degli effetti civili del matrimonio nonchè di comunione tra i coniugi. (15G00073) (GU Serie Generale n.107 del 11-5-2015)

note: Entrata in vigore del provvedimento: 26/05/2015

Divorzio Breve estratto Gazzetta Ufficiale


IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
 
 
                              Promulga
 
la seguente legge:
 
                               Art. 1
 
  1.  Al  secondo  capoverso  della  lettera  b),  del   numero   2), dell'articolo 3 della legge 1° dicembre 1970, n.  898,  e  successive
modificazioni, le parole: « tre  anni  a  far  tempo  dalla  avvenuta comparizione dei coniugi innanzi al presidente  del  tribunale  nella
procedura  di  separazione  personale  anche   quando   il   giudizio contenzioso si sia trasformato in consensuale» sono sostituite  dalle
seguenti: «dodici mesi dall'avvenuta comparizione dei coniugi innanzi al presidente del tribunale nella procedura di separazione  personale
e da sei mesi nel caso di separazione consensuale, anche quando il giudizio contenzioso si sia trasformato in consensuale».


 
          Avvertenza:
              Il testo delle note qui pubblicato e' stato redatto dall'amministrazione competente per materia, ai sensi dell'art. 10,
   commi 2 e 3, del testo unico delle disposizioni sulla promulgazione delle leggi,s ull'emanazione dei decreti del Presidente della
   Repubblica e sulle pubblicazioni ufficialidella Repubblica italiana, approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985, n. 1092, al solo fine
   di facilitare la lettura delle disposizioni di legge modificate o alle quali è operato il rinvio. Restano invariati il valore e
   l'efficacia  degli  atti  legislativi qui trascritti.
 
          Note all'art. 1:
              Si riporta il testo dell'art. 3 della legge 1° dicembre 1970, n. 898  (Disciplina dei casi di scioglimento del matrimonio),
   come modificato dalla presente legge:
              «Art. 3 . 1. Lo  cioglimento o la  cessazione  degli effetti civili del matrimonio può essere domandato da uno dei coniugi:
              1) quando, dopo la celebrazione del matrimonio, l'altro coniuge  e'  stato  condannato,  con  sentenza  passata  in
          giudicato, anche per fatti commessi in precedenza:
                  a) all'ergastolo ovvero ad una pena superiore ad anni quindici, anche con più sentenze, per uno o più delitti non colposi,
   esclusi i reati politici e quelli commessi per motivi di particolare valore morale e sociale;
                  b) a qualsiasi pena detentiva per il delitto di cui all'art. 564 del codice penale e per uno dei delitti di cui agli articoli
   519, 521, 523 e 524 del codice penale, ovvero per induzione, costrizione, sfruttamento o  favoreggiamento della prostituzione;
                  c) a qualsiasi pena per omicidio volontario di un figlio ovvero per tentato omicidio a danno del coniuge o di un figlio;
                  d) a qualsiasi  pena  detentiva, con due o più condanne, per i delitti di cui all'art. 582, quando ricorra la circostanza
   aggravante di cui al secondo comma dell'art. 583, e agli articoli 570, 572 e 643 del codice  penale, in danno del coniuge o di un
   figlio.
              Nelle ipotesi  previste  alla  lettera  d) il giudice competente a pronunciare lo scioglimento o la cessazione degli effetti civili
   del  matrimonio  accerta, anche in considerazione del comportamento successivo del convenuto, la di lui inidoneità a  mantenere o
   ricostituire la convivenza familiare.
              Per tutte le ipotesi previste nel n. 1) del presente articolo la domanda non e' proponibile dal coniuge che sia stato condannato
   per concorso nel reato  ovvero quando la convivenza coniugale è ripresa;
                2) nei casi in cui:
                  a) l'altro coniuge è stato assolto per vizio totale di mente da uno dei delitti previsti nelle lettera b) e c) del numero 1)
   del  presente  articolo,  quando  il giudice competente  a  pronunciare lo scioglimento o la cessazione degli effetti civili del
   matrimonio  accerta l'inidoneità del convenuto a mantenere o ricostituire la convivenza familiare;
                  b) e' stata pronunciata  con sentenza  passata in giudicato la separazione giudiziale fra i coniugi, ovvero è stata omologata
   la separazione consensuale ovvero è intervenuta separazione di fatto quando la separazione di fatto stessa è iniziata  almeno  due 
   anni prima del 18 dicembre 1970.
              In tutti i predetti casi,  per  la  proposizione  della domanda di  scioglimento o di cessazione degli effetti civili del
   matrimonio, le separazioni devono essersi protratte ininterrottamente da almeno dodici mesi all'avvenuta comparizione dei coniugi
   innanzi al presidente del tribunale nella procedura di separazione personale e da sei mesi nel caso di separazione consensuale, anche
   quando il giudizio contenzioso si sia trasformato in consensuale, ovvero dalla data certificata nell'accordo di separazione  raggiunto
   a seguito di convenzione di negoziazione assistita da un avvocato ovvero dalla data dell'atto contenente l'accordo di separazione concluso
   innanzi all'ufficiale dello stato civile.
          L'eventuale interruzione della separazione deve essere eccepita dalla parte convenuta.
                  c) il procedimento penale promosso per i delitti previsti dalle lettere b) e c) del n. 1) del presente articolo  si  è  concluso
   con  sentenza di non doversi procedere per estinzione del reato, quando il giudice competente a pronunciare lo scioglimento o la cessazione
          degli effetti civili del matrimonio ritiene che nei fatti commessi sussistano gli elementi costitutivi e le condizioni di punibilità dei
   delitti stessi;
                  d) il procedimento penale per incesto si è concluso con sentenza di proscioglimento o di assoluzione che dichiari non punibile il
   fatto per mancanze di pubblico scandalo;
                  e) l'altro coniuge, cittadino straniero, ha ottenuto all'estero l'annullamento o lo scioglimento del matrimonio o ha contratto
   all'estero nuovo matrimonio;
                  f) il matrimonio non e' stato consumato;
                  g) è passata in giudicato sentenza di rettificazione di attribuzione di sesso a norma della legge 14 aprile 1982, n. 164.».

 

Art. 2

  1. All'articolo 191 del codice  civile,  dopo  il  primo  comma  è inserito il seguente:
    «Nel caso di separazione personale, la comunione tra i coniugi si scioglie nel momento in cui il presidente del tribunale  autorizza  i coniugi
a vivere separati, ovvero alla data di sottoscrizione delprocesso verbale di separazione consensuale dei coniugi dinanzi al presidente, purchè omologato.
L'ordinanza con la quale i coniugi sono autorizzati a vivere separati è comunicata all'ufficiale dello stato civile ai fini dell'annotazione dello
scioglimento della comunione».



          Note all'art. 2:
              Si riporta il testo dell'art. 191 del codice civile, come modificato dalla presente legge:
                «Art. 191. Scioglimento della comunione.
              La  comunione  si  scioglie  per la dichiarazione di assenza o  di  morte  presunta di uno dei coniugi, per l'annullamento, per lo
   scioglimento o per la cessazione degli effetti civili del matrimonio, per la separazione personale, per la separazione giudiziale  dei  beni,
   per mutamento convenzionale del regime patrimoniale, per il fallimento di uno dei coniugi.
              Nel caso di separazione personale, la comunione tra i coniugi si scioglie nel momento in cui il presidente del tribunale autorizza i coniugi
   a  vivere  separati, ovvero alla data di sottoscrizione del processo verbale di separazione consensuale dei coniugi dinanzi al presidente, purchè
   omologato. L'ordinanza con la quale i coniugi sono autorizzati a vivere separati è comunicata all'ufficiale dello stato civile ai fini
   dell'annotazione dello scioglimento della comunione.
              Nel caso di azienda di cui alla lettera d) dell'art. 177, lo scioglimento della comunione può essere deciso, per accordo dei coniugi, osservata
   la  forma  prevista dall'art. 162.».

Art. 3

  1. Le disposizioni di cui agli articoli 1 e 2 si applicano ai procedimenti in corso alla data di entrata in vigore della presente legge, anche nei casi in cui
il procedimento di separazione  che ne costituisce il presupposto risulti ancora pendente alla medesima data.
  La presente legge, munita del sigillo dello Stato, sarà inserita nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. E' fatto obbligo a
chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge dello Stato.
   
Data a Roma, addi' 6 maggio 2015

                             MATTARELLA


                        
Renzi, Presidente del Consiglio dei ministri
Visto, il Guardasigilli: Orlando